Iter in Parlamento

Segui il nostro provvedimento durante l’esame in Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, audizione per audizione.

QUI trovi i resoconti delle sedute e la documentazione eventualmente messa a disposizione durante le audizioni.

14 gennaio 2020

Mercoledì 14 gennaio, presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera, Confcommercio e Unioncamere si sono confrontate sulla nostra proposta di legge auspicando un intervento di riforma da parte del Parlamento sull’attuale sistema di ingressi per lavoro in Italia per superarne la poca flessibilità e l’eccessiva burocrazia e andare incontro, realmente, al fabbisogno di manodopera.

Audizione Donatella Prampolini, vice presidente Confcommercio:

QUI il video integrale dell’audizione.

“I lavoratori extracomunitari, che molte volte non sono in grado di essere messi in regola, spesso vanno ad aumentare le schiere dell’illegalità. È un problema di cui non possiamo fare finta di niente”. Del resto, “ci sono settori dell’economia – come supermercati o assistenza domestica – in cui non si trovano italiani per certi tipi di impiego. E questo per le imprese è un grosso problema. Una delle problematiche “più grandi è legata alla burocrazia che c’è dietro all’assunzione di un lavoratore extra comunitario. L’azienda che ha bisogno di personale non può aspettare il decreto flussi, ha bisogno di avere flessibilità nell’utilizzo dello strumento di assunzione”. Quindi “siamo d’accordo con la proposta di legge che prevede il permesso temporaneo per cercare lavoro, soprattutto perché non vincolato dal decreto flussi. Allo stesso tempo però servono più controlli”.

Audizione Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere:

QUI il video integrale dell’audizione (minuto 22.23).

“Gli occupati stranieri nel 2018 in Italia sono 2.445 e incidono per il 10,6% sul totale dell’occupazione (gli stranieri sul totale della popolazione sono invece l 8,4%), con un trend di crescita medio annuo degli ultimi tre anni dell’1,1%, non distante dai valori riscontrati per gli occupati italiani (1,0%). Il primo settore di impiego è il lavoro domestico e raccoglie più di un quinto di tutti gli occupati extra-comunitari. Seguono in termini di importanza occupazionale la ristorazione ambulante, attività collegate alla costruzione di edifici residenziali e non residenziali e attività di pulizia degli edifici”. Oggi operano in Italia oltre 600 mila imprese straniere (precisamente 600.304 al 31 dicembre 2018), l 80% delle quali a prevalenza di conduzione extra-comunitaria. Le imprese straniere rappresentano il 9,9% del totale delle imprese con una crescita complessiva rispetto al 2011 molto elevata e pari a +32,7%”.

Un meccanismo di regolarizzazione per quanti sono già in Italia senza documenti a fronte di un contratto di lavoro sarebbe auspicabile.

08 gennaio 2020

Mercoledì 8 gennaio, presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera, si è svolta l’audizionie di Renzo Sartori, Presidente dell’azienda Number 1 Logistic Group.

Sartori ha inizialmente presentato l’azienda che si occupa di logistica (magazzinaggio e trasporto di merci), leader del settore con un movimento di merci pari a oltre 2 milioni di tonnellate all’anno su tutto il territorio nazionale.

Entrando nel merito della proposta di legge, Sartori ha spiegato che negli ultimi anni l’azienda ha avuto grandi difficoltà a reperire lavoratori. Per questo, nel 2017 ha avviato il progetto Next (New Experiment for Training): ha formato 160 richiedenti asilo assumendone 120 (corsi di lingua italiana, educazione civica e formazione professionalizzante come operatori di magazzino e autisti). A causa delle attuali norme, questi 120 lavoratori non hanno ricevuto alcuna forma di protezione e sono rimasti senza permesso di soggiorno: l’azienda è stata costretta a licenziarli, non potendo assumerli senza un titolo di soggiorno.

Sartori, parlando anche a nome di Assologistica, associazione che rappresenta 250 aziende nel settore della logistica, e di Anita, associazione a cui aderiscono oltre 1700 aziende di trasportatori, ha ribadito l’importanza della proposta di legge “Ero straniero”: “Oggi avere la possibilità di avviare progetti come Next e trovare manodopera in questo modo è un elemento essenziale. Guardando alla realtà delle aziende che operano nel nostro settore, senza entrare nel merito di un giudizio politico, la proposta di legge in questione sembra quindi andare nella direzione giusta”.

QUI il video integrale dell’audizione.

18 dicembre 2019

Mercoledì 18 dicembre, presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge di iniziativa popolare, recante nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari, si sono svolte ben 3 audizioni:

Alle 11.45 sono stati auditi alcuni rappresentanti di Confagricoltura, alle 14.30 il Dottor Maurizio Ambrosini, Coordinatore dell’Organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri del CNEL e infine alle 15.00 il Dottor Andrea Zini, Vicepresidente dell’Associazione sindacale nazionale dei datori di lavoro domestico (ASSINDATCOLF).

Nella prima audizione Roberto Caponi, direttore dell’area sindacale di Confagricoltura, ha sottolineato come il sistema proposto dalla nostra pdl è più flessibile rispetto all’attuale sistema farraginoso, complesso e troppo rigido basato sulle quote che addirittura pretendeva di determinare, prima dell’inizio dell’anno, qual era il fabbisogno di manodopera necessario. Secondo Confagricoltura “il decreto flussi, oltre ad avere numeri non adeguati alle esigenze del settore, viene pubblicato tardi, a marzo-aprile, quando alcune delle raccolte principali nei campi sono già cominciate. Nel settore agricolo i lavoratori stranieri sono più numerosi che in altri settori produttivi. Circa il 24% contro il 14% degli altri settori. Ci sono 270mila lavoratori, di cui la metà extracomunitari e il restante comunitari.”

Nella seconda audizione Maurizio Ambrosini del Cnel: “Tra le proposte da considerare, “l’ingresso sotto sponsor per un anno, nell’ambito di quote prefissate, già previsto dalla legge del 1998 ma abrogato dopo una breve esperienza. Una cospicua fideiussione garantiva il rientro se l’immigrato non trovava lavoro entro un anno, mentre l’ospitalità con gli oneri relativi doveva essere assicurata dagli sponsor”. Sarebbe opportuno anche “un meccanismo di emersione per i richiedenti asilo diniegati che sono rimasti in Italia senza un titolo. Il sistema sta continuando in questi mesi a buttare fuori richiedenti asilo come immigrati irregolari che dovrebbero lasciare l’italia in 8 giorni ma non lo fanno. il sistema dei rimpatri non funziona. Dovremmo fare come in Germania che per queste persone prevede specifici percorsi di formazione linmguistica e lavorativa e li reniserisce nella società”. “Una regolarizzazione caso per caso, su base individuale, sarebbe una soluzione efficace che susciterebbe meno clamore delle sanatorie generalizzate”.

Andrea Zini di Assindatcolf ha ricordato che dal 2012 non c’è stata alcuna quota di ingresso per lavoro domestico e che oggi occorrerebbe una sanatoria per i circa 200mila persone già presenti in Itali: “Oggi, su un totale di oltre un milione di lavoratori in nero stimati nel lavoro domestico, 150.000-200.000 persone straniere lavorano nelle nostre case come colf, badanti, baby sitter e spesso sono irregolari. Le famiglie, non trovando cittadini italiani per questo tipo di figure lavorative, si rivolgono a cittadini non comunitari”. “Quanto alle misure proposte, siamo d’accordo sulla figura dello sponsor e sul superamento del decreto flussi: per la famiglie è essenziale conoscere le persone che si prendono in casa e il sistema attuale non lo permette”. “Ha molto senso anche il permesso di soggiorno per comprovata integrazione per regolarizzare chi è ormai radicato nel nostro Paese”.  Per questi motivi per Assindatcolf è “d’accordo sulla figura dello sponsor e sul superamento del decreto flussi: per la famiglie è essenziale conoscere le persone che si prendono in casa e il sistema attuale non lo permette”. “Ha molto senso anche il permesso di soggiorno per comprovata integrazione per regolarizzare chi è ormai radicato nel nostro Paese”.

QUI il video della prima audizione.
QUI il video della seconda e terza audizione.

19 novembre 2019

Martedì 19 novembre sono riprese le audizioni in Commissione Affari costituzionali alla Camera nell’ambito dell’esame della nostra proposta di legge “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari“. E’ intervenuto Enrico Di Pasquale, della Fondazione Leone Moressa, che durante l’audizione ha ribadito che “l’Italia è oggi il Paese europeo che rilascia meno permessi di soggiorno per motivi di lavoro, appena l’1,6% del totale europeo. Presi dal contrasto agli arrivi irregolari, ci siamo dimenticati dell”altra’ immigrazione, quella che serve all’economia, mentre molte categorie produttive lamentano la mancanza di manodopera. Il Paese europeo con più ingressi per lavoro è la Polonia, che nel 2018 ha rilasciato oltre 300 mila permessi per lavoro”. Ha poi aggiunto “In definitiva, occorrerebbe passare dalla gestione in emergenza (che ha caratterizzato l’ultimo decennio) a una programmazione mirata e a lungo raggio, con flussi legati alle esigenze del mercato e con un efficace sistema di selezione degli arrivi”.
QUI il video completo dell’audizione.

26 giugno 2019

Il 26 giugno 2019 alle 15.00, presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera, si è svolta l’audizione di alcuni dei promotori della campagna “Ero straniero”, nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.I promotori, nell’illustrare i punti salienti del testo, hanno sottolineato come l’attuale legislazione non offra altro canale di ingresso legale se non quello della richiesta di protezione internazionale che passa, inevitabilmente, dai viaggi della speranza, con il dramma delle persone che continuano a perdere la vita nella traversata o che rimangono, come è più volte accaduto e come sta accadendo ancora in queste ore a largo di Lampedusa, bloccate in mare per giorni in attesa di poter essere sbarcate in un porto sicuro: “Come promotori di #EroStraniero crediamo quindi sia urgente introdurre misure concrete, realizzabili e di buon senso: a partire dai canali d’ingresso per lavoro e da nuove forme di regolarizzazione dei cittadini stranieri già presenti e integrati sul territori”.

QUI il video integrale dell’audizione.

18 giugno 2019

Il 18 giugno la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha svolto l’audizione di Ferruccio Pastore, direttore del Forum internazionale ed europeo di ricerche sull’immigrazione (Fieri), nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.
I deputati hanno ascoltato Ferruccio Pastore, direttore del Forum internazionale ed europeo di ricerche sull’immigrazione (Fieri) che ha sottolineato come questa proposta sia utile perché permette di allargare il perimetro di un dibattito pubblico asfittico, troppo angusto dove è quasi assente la politica più adatta per gestire gli ingressi legali. Due, secondo Pastore, gli aspetti qualificanti della proposta che corrispondono a due nodi strutturali irrisolti della politica italiana che la proposta tenta di affrontare: l’incontro tra dommanda e offerta – e cioè tra datore di lavoro italiano e lavoratore straniero – e quello dell’irregolarità.
QUI il video integrale dell’audizione

11 aprile 2019

L’11 aprile 2019 ha preso avvio alla Camera, in Commissione affari costituzionali, l’esame della nostra proposta di legge. Come ha sottolineato il relatore Riccardo Magi nel suo intervento introduttivo: “A fronte degli annunci del Governo in carica, che aveva dichiarato l’intenzione di rimpatriare ogni anno 100.000 dei circa 530.000 migranti irregolari presenti sul territorio italiano, il numero di rimpatri effettuati risulta allo stato limitato a circa 5.000 l’anno: la proposta in esame, oltre a favorire l’introduzione di canali regolari di ingresso nel Paese, attraverso l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, prevede forme di regolarizzazione degli stranieri già presenti sul territorio e già sostanzialmente integrati”.

QUI il resoconto della seduta

 

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