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Con l’aumento dei flussi migratori degli ultimi anni, l’attenzione dell’opinione pubblica, della classe politica e dei territori si è focalizzata sugli sbarchi e sull’accoglienza, spesso a scapito di una visione più a lungo termine altrettanto necessaria, mettendo in secondo piano due ambiti fondamentali nella gestione delle migrazioni: la programmazione di canali di ingresso per lavoro e l’inserimento attivo nella società della popolazione straniera residente nel nostro Paese.

Con l’obiettivo di adottare un approccio pragmatico alla questione migratoria e trovare soluzioni ragionevoli e a lungo termine è nata la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, depositata con oltre 90.000 firme alla Camera dei deputati il 27 ottobre 2017, frutto del lavoro e dell’esperienza di tante realtà, anche molto diverse tra loro, che operano in questo campo ogni giorno.

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  • Articolo del 31 maggio 2021 pubblicato su Il Manifesto «Sono furioso. Sono nove mesi che non sappiamo niente. Ma si possono lasciare le famiglie appese così?». E’ lo sfogo di un datore di lavoro di Bologna che vorrebbe regolarizzare l’assistente familiare che lo aiuta nella sua abitazione. E’ uno degli oltre 200 mila datori di lavoro che, approfittando dell’opportunità offerta un anno fa dal governo con il decreto “rilancio” di sanare la posizione di alcune categorie di lavoratori stranieri, ha seguito le indicazioni e presentato la domanda. E da allora è

  • È l'allarme lanciato dal gruppo di associazioni promotrici della campagna “Ero Straniero” sulla base dei dati ricevuti dal ministero dell'Interno. Articolo di Rosanna Magnano del 4 marzo 2021 pubblicato su ilsole24ore La regolarizzazione 2020 dei cittadini stranieri è sempre più vicina al flop. Le pratiche sono frenate da ostacoli burocratici, le file rallentate dai limiti anti contagio e i permessi di soggiorno vengono concessi con il contagocce. Il risultato è che a sei mesi dalla chiusura della finestra per la sanatoria prevista dal decreto Rilancio, delle oltre 207.000 domande presentate dai datori

  • Su 207.000 istanze, firmati 1.480 contratti. In 40 prefetture non sono neanche cominciate le convocazioni. A Milano si stima ci vorranno 30 anni per l'esame di tutte le pratiche. Appello della campagna "Ero Straniero" al Viminale: "Occorre un intervento immediato". Articolo di Alessandra Ziniti, pubblicato il 04 marzo 2021 su repubblica Sono passati sei mesi e delle oltre 207.000 domande di emersione dal lavoro nero presentate solo 1.480 hanno portato alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri e all'emissione di un permesso di soggiorno, lo 0, 71 per cento. Tempi lunghissimi e odissee burocratiche

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