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Con l’aumento dei flussi migratori degli ultimi anni, l’attenzione dell’opinione pubblica, della classe politica e dei territori si è focalizzata sugli sbarchi e sull’accoglienza, spesso a scapito di una visione più a lungo termine altrettanto necessaria, mettendo in secondo piano due ambiti fondamentali nella gestione delle migrazioni: la programmazione di canali di ingresso per lavoro e l’inserimento attivo nella società della popolazione straniera residente nel nostro Paese.

Con l’obiettivo di adottare un approccio pragmatico alla questione migratoria e trovare soluzioni ragionevoli e a lungo termine è nata la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, depositata con oltre 90.000 firme alla Camera dei deputati il 27 ottobre 2017, frutto del lavoro e dell’esperienza di tante realtà, anche molto diverse tra loro, che operano in questo campo ogni giorno.

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  • Articolo di Franz Baraggino pubblicato il 17 maggio 2022 L'iniziativa punta a fornire lavoratori a un settore in cui ne mancano 260mila. Rifugiati e richiedenti asilo saranno formati "per sostenere la crescita trainata da super bonus e Pnrr". In contrasto con la legge del 2020 che non finanzia corsi professionali per gli ospiti dei centri di accoglienza in attesa di una risposta alla loro richiesta di protezione. Così il sistema perde tempo, non valorizza le persone utili e non risponde al sistema produttivo, come confermano i numeri dei decreti flussi e

  • Articolo di Ilaria Sesana pubblicato il 13 Maggio 2022 su altreconomia.it La campagna “Ero straniero” denuncia le lunghe tempistiche nella valutazione delle domande di emersione oltre a un preoccupante numero di rigetti. E torna a chiedere l’introduzione di meccanismi di regolarizzazione efficaci per superare la logica del “decreto flussi”. A quasi due anni dal varo della “sanatoria” per lavoratori stranieri irregolari impiegati in agricoltura e nel settore domestico, voluta dal governo Conte II a maggio 2020, più di 100mila persone sono ancora in attesa dei documenti. È quanto emerge dal nuovo monitoraggio condotto dalla

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